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The Predator, Olivia Munn ha fatto tagliare il cameo di un attore condannato per molestie

L'attrice ha dichiarato di sentirsi ostracizzata dal cast del film. “Non sono io a essere andata in prigione”

Olivia Munn

10.09.2018 - Autore: Marco Triolo
Intorno a The Predator, nuovo capitolo della saga horror/sci-fi scritto e diretto da Shane Black, creatore di Arma letale, è scoppiato un caso che potrebbe avere ripercussioni sul film. Olivia Munn, star del film, si è resa protagonista di una battaglia per spingere la Fox a tagliare una scena da lei interpretata insieme all'attore Steven Wilder Striegel, amico di vecchia data di Black condannato nel 2010 per aver fatto delle proposte di natura sessuale a una quattordicenne via mail. Striegel è apparso in molti film di Black sempre in ruoli cameo, e un cameo è quello da lui interpretato nella scena in questione di The Predator, accanto a Munn.
 
L'attrice ha ottenuto dalla Fox il taglio della scena, ma, durante il festival di Toronto, dove il film è stato presentato, ha puntato il dito contro i suoi colleghi attori, accusandoli di averla isolata e di non averle mostrato l'appoggio dovuto. Addirittura, uno dei colleghi avrebbe lasciato un'intervista che i due stavano tenendo insieme, per evitare di rispondere alle domande sulla questione Striegel. Munn ha anche raccontato che, dopo la proiezione del film, gli attori Boyd Holbrook, Trevante Rhodes e Keegan Michael-Key si sono alzati in piedi per una standing ovation al regista.

IL TRAILER DI THE PREDATOR.
 
“Mi sento come se fossi stata io ad andare in prigione”, ha detto Munn. “Non ci sono andata io, non sono stata io a portare questo tizio sul set. Ho fatto cancellare la scena. Grazie a Dio per i social media. I fan e la stampa mi stanno confermando che ho fatto la cosa giusta. Se non avessi avuto questo feedback, sarei impazzita pensando, 'Perché mi trattano così?'. Non va bene sentirsi il cattivo”.
 
Olivia Munn ha anche detto di aver chiesto ai colleghi del cast di rilasciare dei comunicati, ma questi si sarebbero rifiutati. Da quando il caso è esploso, Munn non ha avuto contatti con Shane Black. Il regista ha però diffuso un comunicato di scuse: “Dopo aver letto la deposizione, la trascrizione e appreso nuovi dettagli sulla sentenza di Steve Striegel, sono profondamente deluso da me stesso. Mi scuso con tutti coloro che ho deluso, ieri e oggi, costringendoli a lavorare con Steve senza chiedere prima la loro opinione sulla decisione”.
 
Ci pensa la stessa Munn a smorzare le polemiche sul film in sé: “Cerco sempre di fare la cosa giusta ed è l'unica cosa che posso fare. Quando vedo qualcosa che non va, agisco di conseguenza. Non bisogna starsene in disparte sperando di proteggere così il film. Il film è fantastico, la scena non c'è. Andrà bene. Alla fine della fiera è solo un film. Non possiamo raccontare storie di persone senza curarci delle persone”.
 
Fonte: Los Angeles Times