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The Predator torna al cinema in gran forma - La recensione in anteprima

Sequel? Reboot? Il film di Shane Black è un'intelligente e spassosa operazione nostalgica che rinvigorisce la saga fantascientifica

14.09.2018 - Autore: Pierpaolo Festa
Un bel cestone di pop-corn è l’elemento necessario per assistere ai 100 minuti di The Predator. Il catalizzatore finale che permette allo spettatore di accedere a quello che il regista Shane Black offre: la possibilità di trasformare la sala cinematografica in una vera e propria macchina del tempo. Le luci si abbassano, lo schermo si illumina e ci si ritrova a riassaporare una di quelle esperienze cinematografiche vissute davanti a un action tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Quei film dalla trama molto semplice, quasi azzerata, che cominciano in medias-res, introdotti da titoli di testa con font basici e un andamento tra il serio e l'umoristico. Il divertimento è garantito, le (non poche) risate sono una sorpresa, la marcia in più di questo nuovo capitolo della saga di Predator, un ibrido tra reboot e sequel. E allo stesso tempo non mancano la presenza dominante e la mitologia di uno dei personaggi più amati del cinema di fantascienza, un'icona che non ha mai avuto una saga cinematografica degna del suo status. 


 
The Predator è un’operazione nostalgica ben congegnata, ma anche confezionata per essere al passo coi nostri tempi. Un film "vecchio stampo" ma decisamente non vecchio. Ci si emoziona nel veder correre il mostruoso predatore extra-terrestre e utilizzare il suo arsenale ultra-tecnologico per mandare al creatore chiunque gli ostacoli la strada. Il film, diretto e co-sceneggiato da Black (creatore di Arma letale, sceneggiatore de L’ultimo boy scout e autore di Kiss, Kiss Bang Bang e The Nice Guys) porta in scena diverse creature aliene e un gruppo di militari come contraltare umano, ma cerca di evitare il più possibile la formula del “già troppo visto”. Questi umani non sono un banchetto mobile per il predatore, ognuno dei soldati ha una personalità, un accenno, quanto basta per stringere un’amicizia immaginaria con chi sta a guardare. 

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Tanto temuto e spesso evitato dagli studios, il politicamente scorretto torna qui puntando anche su machismo e maschilismo. Toni che però vengono contrastati da un personaggio femminile la cui intelligenza è rappresentata anche da una capacità di abbassarsi al livello dei maschi per tenergli testa. L’intero casting è azzeccato, compreso l’eroe in prima linea interpretato da Boyd Holbrook (lo abbiamo visto in Logan). Ci sono le battute a effetto e non manca "la tipica atmosfera alla Shane Black" che di solito ambienta le sue storie durante il Natale e che questa volta passa ad Halloween rendendolo funzionale alla trama e garantendo un sinfonia di case distrutte e vetri rotti.


 
Un po' troppo buio (è interamente ambientato di notte) e con un epilogo che perde un po’ quota, The Predator diverte dall'inizio fino ai titoli di coda. I dieci minuti con il mostro a piede libero all’interno del laboratorio e una scia di sangue rosso-verde sono la parte migliore del film. Dopo un paio di sequel spenti e altrettanti crossover di bassa lega, Predator ritorna al cinema in gran forma, nettamente superiore agli ultimi Alien di Ridley Scott. Tanto iconico quanto ironico.

The Predator arriverà nei cinema dall'11 ottobre distribuito da 20th Century Fox.