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Festiva di Cannes 2018
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Spike Lee è una furia a Cannes: "Il mio nuovo film una sveglia contro il tizio alla Casa Bianca"

Il regista presenta BlacKkKlansman, nuovo potente dramma in cui esplorando il passato si ricollega agli attacchi di Charlottesville del 2017

Spike Lee

15.05.2018 - Autore: Pierpaolo Festa, nostro inviato al Festival di Cannes
Cannes - "Ho 61 anni, faccio questo lavoro da trent'anni e so bene che fare un buon film è ancora un miracolo". Spike Lee di nuovo in preda alla sua famosa "rabbia cinematografica", quella energia con cui riesce a lasciare il segno. La stessa forza che ci ha mostrato all'inizio della sua carriera Fa' la cosa giusta e che recentemente, dopo una serie di film da dimenticatoio, è tornata a ribollire nel suo sangue con Chi-Raq
 
Il suo nuovo film intitolato BlacKkKlansman racconta la vera storia di Ron Stallworth, detective della polizia di Colorado Springs che, nel 1978, rispose a un annuncio su un giornale locale che cercava nuovi membri del Klan. Stallworth riuscì a iscriversi, e non solo: salì i ranghi del KKK fingendo di essere un suprematista bianco e comunicando solo al telefono. In occasione delle riunioni, mandava un collega bianco che si spacciava per lui. E, nel corso del lavoro sotto copertura, riuscì a raccogliere moltissime informazioni e a sabotare diverse attività del Klan. Il film è ambientato quarant'anni nel passato ma si ricollega direttamente agli scontri di Charlottesville dell'agosto 2017, quando un evento organizzato dall'estrema destra americana si è concluso in tragedia con tre morti e trentotto feriti. Lee usa immagini vere documentaristiche per mostrare l'omicidio della trentaduenne Heather Heyer, investita da un'auto durante gli scontri. "Quel giorno ho acceso la CNN e ho visto cosa è accaduto - afferma Spike Lee, tornato in Concorso a Cannes venticinque anni dopo Jungle Fever - In quel momento ho capito quale sarebbe stata la coda del film. Ho chiamato Susan Bro, la madre della vittima: non avrei mai messo la scena dell'omicidio senza il suo permesso. Me lo ha dato. A quel punto ho detto: al diavolo tutti, metterò questa scena nel film". 


GUARDA IL TRAILER DI BLACKKKLANSMAN.
 
Lee alza il tono attaccando direttamente "il tizio che è seduto alla Casa Bianca, lo stesso di cui non pronuncerò il nome. Un figlio di puttana che in occasione degli eventi di Charlottesville non ha puntato il dito contro il Ku Klux Klan, gli estremisti di destra e i nazi". Il regista continua attaccando il suo stesso Paese: "Gli USA sono stati fondati sul genocidio dei nativi e sulla schiavitù: questo è il tessuto degli Stati Uniti. Ed è un fatto. Ma questa merda non accade solo negli USA, gli attacchi della destra accadono in tutto il mondo. E' ora di svegliarci, non possiamo rimanere in silenzio, anche perché non si tratta di neri o bianchi, ma di tutti gli esseri umani che vivono in questo pianeta: quel tizio alla Casa Bianca ha i codici nucleari, e io tutte le notti vado a letto pensando a questa cosa. A lui, e agli altri due tizi in Corea del Nord e in Russia. E mi chiedo: cosa cazzo sta succedendo?".
 
Lee afferma che BlacKkKlansman è una chiamata alle armi: "Oggi il mondo è sottosopra e le bugie vengono spacciate per verità. Non me ne frega niente di quello che dicono i critici, noi scriviamo la storia del cinema con questo film". A quel punto il regista prende un respiro e rivolgendosi alla platea conclude: "Scusate il mio linguaggio, ma questa merda succede veramente e mi fa venire voglia di dire parolacce".
 
I più famosi titoli realizzati da Lee sono stati drammi di denuncia incentrati su razzismo e intolleranza, ma il regista usa comunque anche la parola "speranza" e mentre presenta il suo nuovo lavoro torna a parlare di Fa' la cosa giusta: "Quel film era pieno di speranza. Puoi avere speranza ma allo stesso tempo puoi comunque mostrare i fatti. All'epoca mi criticarono perché non offrivo una soluzione al razzismo. Non era mia intenzione farlo, credo invece che il compito del cinema sia scuotere gli spettatori e svegliarli. Creare un dialogo con loro. Ecco perché mi auguro che chi all'estero vedrà il mio film capirà che quello che raccontiamo accade veramente nel Paese in cui vivo". Il regista dà anche un avvertimento: "Chi pensa che il Ku Klux Klan odi solo i neri deve svegliarsi subito. Odiano anche gli ebrei, sono i secondi nella lista dopo i neri".
 
Tornando a parlare del "tizio seduto alla Casa Bianca", il regista conclude: "Ricordo quando durante la campagna elettorale lui stesso disse che se fosse andato sulla 5th Avenue e avesse sparato a qualcuno, le persone avrebbero comunque votato per lui. Sapete una cosa? E' la verità. Ed è una cosa folle".

BlackKklansman sarà distribuito in Italia da Universal Pictures.
 

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